I come e i perché della sezione trekking

Oggi nasce la nostra nuova sezione (capirete presto perché parlo al plurale) e io provo una gioia incontenibile! Vista la delicatezza dell’argomento, ho fortemente voluto che il primo articolo fosse costituito da alcune, doverose raccomandazioni. Dai come e perché della sezione trekking, appunto.

Sezione trekking: come?

La sezione trekking non vuole, nella maniera più assoluta, sostituirsi né alle guide alpine né, tanto meno, al CAI. Nessun testo e nessuna indicazione scritta sulla carta potrà mai e poi mai ovviare all’assenza di esperienza sul campo. Le guide alpine – o di altro tipo – hanno fatto della montagna il loro mestiere. I titolati CAI mettono a disposizione il loro tempo libero e le loro competenze per insegnare la montagna o per accompagnare gruppi in escursione. Gli appassionati competenti si creano un bagaglio di esperienza e formazione prima di  un’uscita senza accompagnatori. Queste figure possono vantare un’esperienza sul campo tale da permettersi l’organizzazione di un’escursione in montagna. Impossibile farlo per tutti gli altri. Inaccettabile improvvisarsi trekker dall’oggi al domani, senza preparazione, competenze e attrezzatura.

Arrivo al punto. Quelli che vi verranno forniti in questa sezione sono consigli di possibili escursioni di diverse difficoltà, genere e possibilità di attuazione. Prendeteli come uno spunto, un’idea alla quale dare supporto tramite, appunto, guide locali, titolati CAI o persone di fiducia sulla cui preparazione siete assolutamente certi. Non avventuratevi in nessuna escursione fai-da-te senza l’appoggio di almeno una di queste figure.

Gli imprevisti, in montagna, come nella vita, sono sempre dietro l’angolo. Possono essere dovuti alle condizioni meteo avverse, ad un’attrezzatura inadeguata, ad una mancata pianificazione del tragitto, ad un infortunio. Non sottovalutate tutti questi particolari, siate prudenti e mettete le vostre vite (perché di vite si parla) nelle mani di qualcuno che sappia come prendersene cura. Solo in questo modo potrete davvero godervi la montagna e tutti i benefici che saprà apportare alle vostre vite.

Latemar
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Sezione trekking: perché?

La sezione trekking di questo blog è una di quelle di cui vado maggiormente fiera: è scritta a 4 mani con il mio papà Walter. Ho fortemente voluto che fosse così per diverse ragioni.

Prima fra tutte, perché mio padre è una persona competente in materia. Con la montagna non si scherza. Sottostimare la difficoltà di un’escursione, partire senza l’attrezzatura idonea o, più semplicemente, non conoscere approfonditamente il percorso può essere davvero rischioso e, talvolta, fatale. Per tutte queste ragioni, volevo che fosse una persona preparata a parlarvi della montagna; mio padre è accompagnatore nazionale di escursionismo per il CAI. Non vi sto fornendo questa informazione come se fosse un trofeo. Lo faccio perché capiate che non è uno sprovveduto alle prime armi.

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La seconda ragione, invece, è personale. Mio padre mi ha sempre portata in montagna, e per sempre intendo dal mio anno 0, quando ancora vivevo le escursioni dall’alto delle sue spalle. Il trekking è stato parte integrante della mia vita fino ai 20 anni circa, momento in cui è iniziata una fase di rifiuto della montagna che è durata per qualche anno. A 26 anni, poi, è iniziato il mio riavvicinamento. In un periodo per me particolarmente difficile il mio papà mi ha chiesto se avevo voglia di accompagnarlo in un trekking di una giornata sugli Appennini parmensi. Senza bisogno di parlare e senza obbligarmi a sfogare la mia sofferenza a parole. Siamo partiti e abbiamo camminato in silenzio per qualche ora. L’effetto che quella giornata ha avuto sul mio umore e il modo in cui ha portato quiete nel mio animo turbato e chiarezza nei miei pensieri sono le ragioni che mi hanno fatto capire che ero pronta a tornare in montagna. Da quel momento non mi sono più fermata. Mi sono iscritta a 2 corsi CAI di escursionismo base ed avanzato, ho rimesso gli sci ai piedi, ho imparato a ciaspolare. E non vedo l’ora di scoprire dove mi porterà la prossima avventura. Tutto questo grazie alle competenze e alla sensibilità del mio papà.

Per questo, non potrei pensare a persona migliore per far nascere o tornare l’amore per la montagna anche in voi.

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Un abbraccio, viaggiatori! E viva i monti!