Per questa tappa farò uno strappo alla regola: vi fornirò solo alcune informazioni su come organizzare la vostra visita al Memoriale di Auschwitz e Birkenau partendo da Cracovia. Poi mi concentrerò maggiormente sulle regole di condotta che reputo fondamentali per questa esperienza.

Informazioni utili su Auschwitz e Birkenau

Auschwitz si trova a circa un’ora e trenta da Cracovia: il campo è raggiungibile sia in bus (con fermata proprio di fronte all’ingresso) che in treno (in questo caso è previsto un tratto aggiuntivo di due km, affrontabili a piedi o in bus, per raggiungere il Memoriale).

Una volta arrivati qui, vi verrà chiesto di scegliere tra la visita semplice (gratuita) e quella con guida turistica parlante italiano. Inutile dirvi che quest’ultima è l’opzione che vi consiglio caldamente: se è vero che questi luoghi parlano da soli, visitarli con un professionista sarà ancora più illuminante e toccante. Da un tabellone elettronico potrete visualizzare il numero di persone che sono in attesa della guida (divisi in base alla lingua richiesta); armatevi di pazienza e attendete il vostro turno.

Auschwitz Birkenau

Una volta terminata la visita ad Auschwitz, si passerà al campo di Birkenau, raggiungibile con una navetta gratuita o a piedi (la distanza tra i due campi è di 3,5 km, su strada non sempre battuta, tenetene conto).

La vostra visita durerà dalle 4 alle 5 ore e si svolgerà interamente a piedi. Vi consiglio, quindi, di indossare un paio di scarpe comode, possibilmente con carrarmato (la visita comprende anche zone non pavimentate). Ho visto turiste visitare il memoriale con i tacchi a spillo sulla neve, ma questa è un’altra storia… 🙂

Le informazioni utili finiscono qui. Per qualsiasi approfondimento (e per prenotare la vostra visita come consigliato,  visto l’enorme afflusso di turisti), vi rimando al sito ufficiale.

Regole di condotta per la visita

ad Auschwitz e Birkenau

Essere viaggiatori, per me, non significa solo visitare luoghi meravigliosi, andare alla ricerca dell’inquadratura perfetta, dello scorcio migliore, del ristorante più local e cheap.

È anche questo, intendiamoci, ma non solo.

Viaggiare significa scontrarsi, talvolta, con realtà e storie terribili, che fanno tremare le gambe e la voce. Che toccano corde del nostro io che credevamo sopite. Che ci obbligano a riflettere su verità scomode e, a tratti, quasi inaccettabili.

La visita ad Auschwitz e Birkenau è un colpo al cuore, non ve lo nego. È un’esperienza che dovete scegliere consciamente di vivere solo se vi sentite pronti a racconti, testimonianze, immagini e luoghi di profondo dolore.

E anche questo non sarà abbastanza.

Auschwitz Birkenau

È un’esperienza che vi obbligherà a prendervi l’impegno di essere rispettosi. Qui ogni angolo, ogni mattone, ogni pietra trasudano pena e invitano a riflessioni profonde. Ciò che dovrete affrontare appartiene ad un passato reale (e non poi così lontano, tra l’altro), non si tratta né di un film né di un libro. Di conseguenza, e a questo punto tengo molto, ogni visitatore è tenuto a portare rispetto. Cosa significa?

Portare rispetto significa evitare l’atteggiamento superficiale della scolaresca in gita e ascoltare le parole della guida, interiorizzandole. Significa calpestare una terra permeata di storie disumane, vergognose e raccapriccianti e farci caso. Portare rispetto significa evitare di ridere, di parlare ad alta voce, di scattare foto a raffica senza alcun senso. Portare rispetto significa rimanere sgomenti dai racconti che ascolterete e condannarne duramente i colpevoli ma in maniera silenziosa, ognuno al cospetto della propria coscienza.

Ciò che vedrete e l’atmosfera che aleggia su questi luoghi sono qualcosa che non laverete più via dalla vostra memoria, fidatevi. Ed è giusto così.

Perché è proprio questo l’intento e il fine di questa visita: non dimenticare.

Allora, siete pronti ad affrontare quest’esperienza così toccante?

Un abbraccio, viaggiatori!