Il mio progetto: 20 di cambiamento

Sin dall’inizio della quarantena qualcosa ha iniziato a frullare nella mia testa. Sono fatta così: il metodo più collaudato che io conosca per uscire dai momenti di difficoltà è uno. Attivarmi. Sfornare idee, pensare a modi per rialzarmi, essere propositiva.

Questa volta avevo bisogno di un progetto che mi aiutasse a sopportare meglio la quarantena e la solitudine forzata. Di un pensiero felice, luminoso ed energizzante da “coccolare” nella mia testa fino a quando non saremmo tornati ad essere liberi. Qualcosa che potesse unire la mia passione per il trekking a quella per i viaggi. E, allo stesso tempo, che andasse a valorizzare la mia amata Italia. In un momento così duro per il turismo e per tutto il settore Horeca, volevo, nel mio piccolo, trovare il modo di rendermi utile. E, possibilmente, farlo abbracciando tutti gli aspetti sopra elencati.

Le idee frullavano nella mia mente a velocità supersonica mentre, fuori, tutto si fermava. Il tempo e il riposo, poi, hanno fatto il resto. Sono stati benzina per la mia creatività (come vi ho spiegato in questo articolo). Ed ecco che, finalmente, il mio progetto “20 di cambiamento” ha preso forma.

20 di cambiamento: perché?

Ho scelto di chiamare il mio progetto “20 di cambiamento” per tre motivi.

  1. perché questo ’20 sarà ricordato per sempre come un anno diverso, per certi versi tragico, inaspettato. Brutalmente duro e profondamente fecondo al tempo stesso. Sicuramente come un anno di cambiamento. Cambiamento nel modo di condurre le nostre vite. Cambiamento nella nostra consapevolezza e nella nostra coscienza. Cambiamento rispetto a tutte quelle certezze che tanto certe, alla fine, non erano.
  2. perché caso vuole che le regioni italiane siano proprio 20. E verranno coinvolte tutte, senza dimenticarne nemmeno una.
  3. perché desidero fortemente che il mio modo di viaggiare e quello di essere turista vengano investiti da una vera e propria ventata di cambiamento. Voglio imparare a conoscere il mio Paese. Che può essere il più bello o il più brutto del mondo, a seconda della caratteristica sulla quale ci concentriamo. Che può essere popolato da persone per bene, ma anche da mascalzoni – come tutti gli altri luoghi del nostro mondo, del resto. Che può ospitare mete magiche o nascondere segreti scomodi. Ma è il MIO paese. E gli devo tutta la curiosità che riserverei per una meta extra continentale. E anche di più, perché le mie radici affondano qui. Perché la mia cultura, la mia educazione, i miei gusti ne sono e ne saranno sempre, irrimediabilmente influenzati. Perché il mio paese è il mio trampolino di lancio. E devo accertarmi che sia robusto, prima di poter prendere la rincorsa e volare altrove.  

20 di cambiamento

20 di cambiamento: come?

E ora, finalmente, arrivo al punto. Che cosa prevede il progetto “20 di cambiamento”?

  1. Che io pianifichi una tappa in ognuna delle 20 regioni italiane. L’itinerario sarà diviso in week-end (o, all’occorrenza, in soggiorni più lunghi);
  2. Che io visiti ognuna delle nostre regioni accompagnata da una persona che abbia un legame speciale con quei territori. Che sia perché lì ci abita (o ci ha abitato), perché ama quei luoghi, perché sono legati a lei per una particolare esperienza. Ma in ogni regione avrò un Cicerone che abbia qualcosa da raccontare a me e a voi sulle quelle terre;
  3. Che, in ogni regione, io mi dedichi ad almeno un’escursione. Come sapete, il trekking è una delle mie più grandi passioni. Non potevo, quindi, estrometterlo dal mio progetto. Che si tratti di un’escursione in montagna, al mare, di città in città, non importa… ma ogni tappa prevederà (e costituirà) un pezzo di cammino, reale e metaforico;
  4. Che, per ogni regione, io vi presenti e sostenga una realtà locale virtuosa. Per virtuosa intendo responsabile. Si potrebbe trattare di un’azienda green, sensibile ai temi della sostenibilità ambientale. Oppure impegnata ad educare i propri clienti ad un maggiore impegno nei confronti dell’ambiente. O, ancora, di una realtà attenta al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni, all’utilizzo di materiali di riciclo. Oppure, perché no, di un’azienda impegnata in produzioni tipiche nel pieno rispetto del territorio in cui vive e opera.

20 di cambiamento


20 di cambiamento: quando?

Il mio progetto “20 di cambiamento” non ha un tempo massimo; sarebbe stato sciocco imporgli inutili limiti temporali in un periodo di estrema incertezza come quello attuale. A dire il vero, sarebbe stato sciocco farlo comunque: questo progetto non è una gara. Non è una sfida a quante più bandierine riuscirò a mettere sulla mappa del nostro stivale nel minor tempo possibile. Al contrario, è un vero e proprio processo educativo: un modo per impormi di viaggiare in maniera meno “bulimica”. Godendo di ritmi più lenti, assaporando ogni scoperta, mettendo in luce realtà virtuose. E, più di ogni altra cosa, fornendo un aiuto concreto al nostro paese.

Ed ecco svelato il mio progetto, al quale tengo come ad un figlio (metaforicamente parlando). Un’idea piccola piccola nata in un periodo di buio. Ma che, spero, possa portare luce in ogni angolo della mia amata Italia.

Un abbraccio, viaggiatori! ♥